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La decapitata
di Castelgandolfo
OMICIDA: sconosciuto
VITTIMA: Antonietta Longo
LUOGO E DATA: Castelgandolfo, luglio 1955
CORPI DI REATO: oggetti personali della vittima
PROVENIENZA: Velletri, Procura della Repubblica, 1964
La mattina del 10 luglio 1955 sulla riva del lago di Castelgandolfo fu rinvenuto il cadavere di una donna senza testa. Il medico legale stabilì che la donna, prima di essere decapitata, era stata accoltellata ripetutamente al ventre, all'addome e alla schiena, poi, la stessa mano, con fare esperto, aveva reciso la testa che non fu mai ritrovata.
Il corpo apparteneva a una donna tra i venticinque e i trent'anni, alta circa un metro e sessanta, ben conformato, abbronzato, le unghie delle mani e dei piedi laccate con lo smalto rosso. Al polso destro il cadavere aveva un orologio d'oro bianco, marca Zeus. Accanto al cadavere i carabinieri rinvennero un portachiavi, un orecchino con pendaglio triangolare, il frammento di una foto che raffigurava una donna e un uomo ripresi a braccetto.
La descrizione fatta del corpo trovato in riva al lago corrispondeva a quello di una domestica la cui scomparsa era stata denunciata dalla famiglia Gasparri, i datori di lavoro della donna, alla fine di giugno.
Il confronto tra le impronte digitali ritrovate nell'abitazione dei Gasparri
e quelle del cadavere e le misure fornite dalla sarta della ragazza consentirono
il riconoscimento del corpo decapitato. La vittima si chiamava Antonietta Longo,
era nata a Mascalucia, in provincia di Catania, il 25 luglio 1925. La squadra
omicidi ricostruì gli ultimi giorni della vita di Antonietta: un paio di mesi
prima, dopo aver ritirato tutti i suoi risparmi dal libretto di deposito postale,
aveva depositato due valigie contenenti indumenti alla stazione Termini, infine
aveva chiesto al datore di lavoro un mese di ferie. Il 30 giugno aveva ritirato
una lettera dalla cassetta fermo posta e l'indomani era sparita. Il mistero era,
forse, tutto in quella lettera, il cui contenuto, però, rimase sconosciuto.
La sera del 1° luglio Antonietta era uscita di casa alle 8,30, in tasca aveva
il biglietto per Mascalucia, ma, anziché raggiungere la stazione, aveva trascorso
alcune notti in una pensione. Il 5 luglio, presumibilmente il giorno della morte,
imbucò una lettera indirizzata alla sua famiglia in cui annunciava che presto
si sarebbe sposata.
L'autore e il movente della morte di Antonietta Longo rimasero avvolti nel mistero e Antonietta passò alla cronaca come la decapitata del lago. Il corpo di Antonietta fu sepolto nel cimitero di Mascalucia, suo paese d'origine.