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La
scoperta della "fossetta" e la teoria dell'uomo delinquente
Gli sviluppi degli studi lombrosiani
Gli ultimi studi
Il museo di Cesare Lombroso |
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La
scoperta della "fossetta" e la teoria dell'uomo delinquente
Nel novembre 1872 Lombroso sottopone ad autopsia il cadavere di Giuseppe
Villella, un brigante calabrese di 70 anni che aveva giā incontrato in carcere qualche anno prima. Dall'esame autoptico condotto sul cranio di Villella Lombroso rileva una anomalia nella struttura cranica, una concavitā a fondo liscio localizzata nella zona dell'occipite definita fossetta occipitale interna.
La scoperta della fossetta convince Lombroso che l'anomalia non č presente negli individui "normali", ma solo nel cranio di pazzi e criminali ed č la "prova" che delinquenti si nasce: pazzi, delinquenti, selvaggi, ominidi e specie estinte, comportamenti devianti, criminali o psichiatrici hanno un'unica causa atavica. Gli studi sulla causa della delinquenza e la teoria della delinquenza atavica sono presentati nel volume "L'uomo delinquente", edito per la prima volta nel 1876, anno in cui si trasferisce a Torino per ricoprire la cattedra di medicina legale all'universitā. In seguito, organizza un laboratorio che diverrā la fucina dei suoi studi di medicina legale e di antropologia criminale. Successivamente Lombroso modifica in parte l'originaria e originale tesi dell'uomo delinquente.
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