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Scuola di Polizia scientifica

Nel 1902 il ministro dell'Interno Giovanni Giolitti incaricò il professore Salvatore Ottolenghi, medico legale, di tenere un corso di Polizia scientifica destinato ai funzionari di Pubblica Sicurezza di Roma. Il corso si svolse presso la sala dei "riconoscimenti" del carcere giudiziario "Regina Coeli". L'anno successivo, con un decreto a firma del nuovo ministro dell'Interno Zanardelli, il corso di Polizia scientifica fu reso obbligatorio ed entrò a far parte del tirocinio obbligatorio per gli allievi funzionari di P.S.

La sede del corso, che intanto aveva assunto le caratteristiche di una scuola permanente, fu posta in un locale delle "Carceri Nuove" di via Giulia, messo a disposizione dal direttore generale delle carceri Alessandro Doria. La prigione accoglieva, all'epoca, i detenuti in transito per Roma, che costituivano la "materia prima" per lo studio dell'uomo delinquente.

La scuola di Polizia scientifica, fondata allo scopo di insegnare ai funzionari di P.S. il metodo di applicazione delle teorie di antropologia e psicologia criminale, di sociologia, di medicina legale, finalizzate alla ricerca e alla sorveglianza dei rei e per l'accertamento dei reati, fu organizzata in quattro insegnamenti: antropologia e psicologia applicata, investigazioni giudiziarie, segnalamento, fotografia giudiziaria. Negli anni successivi fu istituito un corso di segnalamento destinato anche alle guardie carcerarie.

Nel 1904 la Scuola assumeva anche il servizio di segnalamento dei pregiudicati della Questura di Roma, cui seguì l'istituzione di 19 uffici di segnalamento e fotografia giudiziaria nelle principali Questure, che inviavano i cartellini di segnalamento all'Ufficio centrale di Roma, dove si andava costituendo il casellario centrale.

Nel 1907, col trasferimento dei detenuti dalle "Carceri Nuove" e il trasferimento in questa sede della Scuola degli allievi Agenti di custodia, la Scuola di Polizia scientifica fu trasferita in via delle Mantellate.

Fin dall'istituzione della Scuola, fu organizzato il Museo utilizzato come strumento didattico per gli allievi. Il Museo raccoglieva ingrandimenti fotografici di varie tipologie di delinquenti, fotografie e disegni di tatuaggi, fotografie di sopralluoghi effettuati nei casi di omicidio che avevano previsto l'intervento della Polizia scientifica, manoscritti originali di criminali e pazzi criminali inviati dalle carceri, manufatti di detenuti, "malizie carcerarie", oggetti e armi provenienti dalla malavita organizzata e comune.

Con l'istituzione del Museo Criminologico nel 1930, gran parte di questo materiale confluì nella nuova struttura.
 
 

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