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Spada di giustizia

Spada di giustizia risalente al XVI secolo, rinvenuta nel greto del Tevere, durante i lavori di scavo eseguiti nell'ultimo decennio del XIX per l'incanalamento del fiume, nel punto in cui si ergeva il palco delle esecuzioni capitali e da cui si accedeva ai magazzini che custodivano gli "attrezzi" del mestiere del boia.

Quasi sicuramente si tratta della spada con cui furono decapitate Beatrice Cenci e Lucrezia Petroni. La lama della spada è lunga cm. 101 e larga cm. 5 nella sommità e cm. 7 verso la base. L'impugnatura è in legno e misura cm. 39.

Provenienza: Roma, Museo di Palazzo Venezia, 1934

«Ed ecco Lucrezia, trasportata a braccia. Il carnefice Alessandro Bracca, che enorme, impassibile, attende presso il ceppo, ha alzato a due mani lo spadone poggiandolo su la propria spalla destra. Quello spadone esiste ancora. Due stampe del tempo di Pio IV, a firma Du Perrac e di Claudio Duchetti, rappresentano Castel Sant'Angelo col ponte e la piazza (...) e l'una e l'altra mostrano, sul lato della statua di San Paolo ma un po' discosto da essa, il recinto sul quale veniva eretto il palco del supplizio (...). Ebbene, durante i lavori di scavo eseguiti meno di quarant'anni or sono per l'incanalamento del Tevere, nel punto preciso ove si ergeva codesto edifizio d'infausta memoria, venne alla luce "una spada di giustizia" cinquecentesca. È essa costituita d'una assai larga e sottile lama dalla punta arrotondata, la quale misura in lunghezza di m. 1.01, ed è larga 5 centimetri al sommo e 7 e mezzo verso la base. Questa s'innesta ad una rustica impugnatura non dissimile da un grosso bastone lungo 39 centimetri. Sotto il fendente di tale lama caddero, probabilmente, le teste di Beatrice e di Lucrezia». (G.B. Colonna, E. Chiorando, Il processo Cenci, 1934)
 
 

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