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La prima sede: le Carceri Nuove
Prima sede del museo fu l'edificio della prigione seicentesca delle "Carceri Nuove" in via Giulia, fatta costruire per volontà di papa Innocenzo X Pamphili nel 1647, su progetto di Antonio Del Grande, e terminata sotto il pontificato di Alessandro VII Chigi, per destinarla ai prigionieri trasferiti dalle disumane prigioni di Corte Savella, rasa al suolo, e di Tordinona.
I lavori di restauro dell'edificio furono eseguiti in dodici mesi da squadre di detenuti provenienti da diverse carceri.
Il museo occupava il piano terra dell'edificio (ingresso e sei sale) e si articolava in varie aree tematiche: sezione del delitto (con reperti relativi a diverse tipologie di reati, dal falso all'omicidio) - attività statale contro i delinquenti (con la rappresentazione delle tecniche investigative) - esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza (oggetti provenienti dalle carceri definiti in maniera suggestiva "malizie carcerarie", ovvero sotterfugi inventati dai detenuti per occultare armi, per evadere, per compiere atti di autolesionismo) e infine una sezione storica contenente bandi ed editti, strumenti di tortura e di esecuzione capitale.
Nel 1968 il Museo Criminale fu smantellato per destinare i locali delle Carceri Nuove ad altro uso, cosicché i reperti furono depositati nel magazzino del carcere giudiziario "Regina Coeli" in attesa di un nuovo allestimento in altra sede.
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