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  Il Museo Criminologico oggi

Dopo circa quindici anni di chiusura, l'Amministrazione Penitenziaria nel 1991 diede inizio a un nuovo riordino, con l'intento di rivedere il percorso allestitivo ed eliminare l'anacronistica disposizione di limitare l'accesso a un pubblico di "addetti ai lavori". Il Museo è stato riaperto nel febbraio 1994.

Va rilevato che nel corso degli ultimi anni si è notevolmente ridotta l'acquisizione di corpi di reato confiscati dagli Uffici giudiziari. In particolare, la segnalazione da parte degli Uffici giudiziari di reperti aventi interesse "storico-scientifico" si limita a oggetti archeologici o opere d'arte (dipinti in genere di scarso valore, oggetti liturgici, falsi di opere d'arte), mentre del tutto assenti sono segnalazioni di corpi di reato relativi a reati contro la persona. In verità, va evidenziato che il Museo Criminologico, nel suo assetto attuale, si caratterizza come un museo storico. Le finalità scientifico-didattiche, oltre a quella della tutela e conservazione, tipiche dei musei, consistono, nello specifico, nella diffusione della conoscenza dell'evoluzione degli antichi sistemi punitivi, dei filoni di ricerca della scienza penitenziaria e criminologica nel XIX secolo e nella prima metà del Novecento.

Nel nuovo allestimento è stato proposto un percorso cronologico descrittivo delle tappe fondamentali della storia della giustizia, del carcere e della criminologia.

Il Museo Criminologico ospita l'Archivio fotografico e l'Archivio storico delle carceri italiane.
 
     
 

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